TE GIOCA A L’OROLOGIO DI MILANO FA TIC TAAC CON LE SCARPE ROTTE…

(inviatomi via renna da un amica camuna)

…fai un passo indietro che t ho visto muoverti.
Sarà che fumo troppe birre e bevo troppe canne.
Troppe sigarette e caffe
Sarà che nel piccolo paese ci si annoia, per legge di natura, per il poco che si legge.
O, perché, come dicevano gli antichi romani, l’inciviltà cresce con l’altitudine.

e in genere le dimensioni dell abitato diminuiscono.

Ma si sente e si vive un’attualità differente in provincia, come se l’ignoranza salisse a galla senza la maschera che porta in città, e, a vederla genuina, quanto una gallina ruspante, non sembra né tanto brutta, né tanto cattiva. è divertente e ci fai buon brodo.

Forse che l’onestà batte qualsiasi cultura, come la tradizione qualsiasi informazione,

il lunario qualsiasi meteo, il proverbio, qualsiasi riscaldamento globale?

A volte vado di stufa, nemmeno a pellet.

Scarpe rotte – scarpe nuove, ci sono i saldi

Eppur bisogna andar

a conquistare la rossa primavera

Dove sorge il sol dell’avvenir

Ogni contrada è patria del ribelle

Ma andate a farvi fottere, voi , i vostri aeroplani, aeroplanini, elicotteri, i vostri assurdi trabiccoli per varcare il cielo.

Non lo sapete che c’è chi lo fa di professione volare?

Mica sto andando in vacanza io, c ho un volo-lavoro da terminare.

Imprecò la befana scagliando pezzi di scopa nell aria.

Sopra la sua testa cigolava qualcosa che le sembrò un minimonolocale attaccato ad un filo.

Aveva colpito in pieno e col botto l’uovo d una funicolare abbandonata.

Era notte e si gelava, ma non era buio per niente.

Bastava un quarto di luna a far della neve una stroboluce, la pelle della befana ci guadagnava una tintarella che manco de sica in india o a cortina.

Paura!

Paura no, la befana non ne aveva.

Solo una profonda incazzatura nei confronti dell’intero genere umano.

Manco se mi pagassero, come rockstar, al pari della mia maledetta fama, vi porto i dolci, buoni o cattivi, siete un manico di stronzi.

Inveì sventolando verso la valle elettricamente illuminata l’indice mezzo coperto da un guanto.

Mica solo le scarpe c ha di rotto, la befana è punk fino al midollo.

Dicevamo che no, paura proprio non l aveva, forse anche lei si drogava, ma non temeva nulla-a proposito di PAURA

A proposito di DELIRIO- ( http://www.youtube.com/watch?v=4lbjo_kVCds )

Per questo si inoltrò nel bosco a rendere, nel riparo d’un abete, il carbone un guadagno più utile del suo scopo.

Per fortuna quella notte il vento non soffiava.

Che, se soffia il vento e c hai le scarpe rotte, mai darlin, vuol dire che sei in guerra ed in una big big guerra.

quindi l’accendino non fece capricci (fa sempre capricci l accendino nei pressi d’una seggiovia) Accese quello, con quello il carbone ed una sigaretta e finalmente si calmò

Fece proprio un bel falò, ma non prese fuoco, per sorte, la vecchia.

Scartò i marshmellow

che poi a me i bimbi buoni mi stan pure sui coioni

E come aveva visto in una puntata dei simpson, li cosse a puntino sulla fiamma.

Così s addormentò

Si sveglio in ospedale, scoprendo, a suo rammarico, che c era giunta sì volando, ma su un’ eliambulanza: due guide alpine avevano scorto quei 2km quadrati di bosco a cui il tepore del falò aveva dato fuoco.

La befana veste lana: è ignifuga! E, dicevamo, probabilmente si droga, forse pesantemente, quindi il sonno leggero certo non ce l ha.

Malata, fratturata, od intossicata non lo era, i medici non avevano nessuna prognosi da riservarle, quindi l‘ accompagnarono alla porta principale.

Che modi son poi questi?!

Sconsolata camminò un metro lungo la strada, i restanti 100, fino alla stazione, li fece scivolando sul culo. Si fermò solo contro il muro dell atrio principale.

Le ci vollero almeno 5 minuti per capire da che parte fosse rigirata, attraverso la notte piu selvaggia della sua vita, in che buco di culo di mondo fosse maldestramente atterrata.

-Buco di culo- sì, proprio così diceva a lettere cubitali il cartello blu sopra la porta d’ingresso.

-Stazione di-.

Se il congobelga fosse in montagna,

infatti c erano almeno 10nigga appoggiati, come lei, alla parete.

5 minuti per capire, un lasso di tempo sufficiente per veder pioversi in grembo una moneta bicolore dalle mani del quarto passate.

Rinnovata perplessità: era la prima volta che la pagavano in tutta la sua vita! ma nemmeno il tempo di comprendere ancora, che, subito, con uno sghignazzo, il ventisettesimo passante le scagliò un aeroplanino di carta in piena fronte.

La befana raccolse incuriosita l ennesimo, civile, piccolo trabiccolo d aria e, curiosa come tutte le betoneghe, lo scartò.

Era un biglietto

Trenimarci 2classe

Diceva “da: paesino sperduto nel buco di culo dei monti

A: città con aeroporto”.

Paura!

Paura di volare no, ma degli odiati aviatori, si.

Decise cmq di intraprendere il viaggio, perché si droga, abbiam detto.

Quale drogato rinuncia AL VIAGGIO?

Io no!

Sul treno un sordomuto rumeno, nell allungarle portachiavi e bigliettino, s’arrestò per fissarla da capo a piedi, da piedi a capo, le sussurrò “buona fortuna”.

Con l euro ricevuto dal 3 passante prese il tram 10610 e giunse in aeroporto.

Quando la guardia armata prese ad insultarla, per voler volare senza biglietto ne documenti, solo caramelle, manco la scopa, con tutto lo slancio d una giovinezza mai vissuta, spinse l uomo un po’ più in là, mica tanto, bevve rapida una latta d oliocuore e con un balzo era oltre le transenne.

Il secondo risveglio terrestre le ricordò tanto il primo, poichè eran trascorse esattamente 24 ore, ne dedusse che la terra gira.

Comprese quindi che, invece di volare, per tutta la sua vita avrebbe potuto comodamente attendere che il mondo le scorresse sotto i piedi

E lasciare dolcetti a lunga conservazione.

Forse le sue rinomate scarpe non si sarebbero tanto consumate.

Bene, dicevamo, due risvegli, due ospedali, ma, a sto giro, s era inoltrata piu in la:

oltre il “pronto soccorso”, oltre la “demenza senile”, oltre il reparto “un po’ pazzerelli”, dritta dritta l avevano spedita nel “criminali pazzi furiosi”.

I giornali, quella sera, intitolarono:

“arrestata terrorista mentre tenta di oltrepassare le superfiche difese mimetiche militari dei nostri aeroporti.

dalle prime indagini risulta che portasse un velo, da cui deduciamo le origini arabe e la fede islamica.

Anche se i costumi son quelli d una zingara.

Pericolosamente esplosivo mix etnico.”

Oltre la televisione, seduti a tavola, i bocconi di papa e mamma produssero uno splendido rimbalzo, contemporaneamente sputati in aria, quando il loro figlio bravoorzobimbo, disse:

“o è quella li, o stanotte è morta la befana: la mia calza era vuota”

entrambi si erano completamente scordati di lasciargli un dolcetto.

Ma i bambini c han mica pur sempre ragione?

la befana non era morta per nulla,

se ne stava tranquilla nel suo lettino rimpinzata di pasticche colorate e nutrita da una flebo di morfina.

Era felice: l importante era volare.

Ora aveva capito che poteva restare, nel bianco, ad aspettare che il mondo giri, che i dolcetti scadano.

Non come quel tonto borghese, schiavista e sponsorizzato di babbo natale.

B nanne bambini punki.

(inviatomi via renna da un amica camuna)

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