Carioca Confessions
Ciao Ragazzi !!
da tempo mi riproponevo di postare qualcosa sui miei viaggi nella scatola. E mentre attraversavo Rio de Janeiro in autobus, negli occhi le favelas abbracciate alle montagne, ho capito che é arrivato il momento di farlo.
Per agevolare la lettura ho deciso di dividere il post in 3 sezioni: 1) `turisti per caso´ che include le cose belle da vedere – quel sightseeing un pó cosí – che ci regalano foto da cartolina e le esperienze esotiche delle quali tanto si parla quando si torna a casa. 2) `Kerouac` che parla delle cose che finirebbero su un racconto on the road e 3) `Pulp` che invece narra di eventi dei quali sicuramente non parlerei ai miei genitori
Terró questo formato anche nei prossimi post.
Penso che tre (o piú) punti di vista differenti aiutino a mettere a fuoco la realtá delle cose, senza perdere in crudezza o dettaglio.
Turisti per Caso
In quanto ad attrattive turistiche (stricto sensu) Rio de Janeiro é vincente su quasi tutte altre le cittá che ho visto.
Gode, per esempio, di spiagge fantastiche, affacciate a quella frazione di Oceano atlantico che si chiama Baia de Guanabara. La sabbia fine, l´acqua trasparente e i lungomare con le palme le rendono una vera e propria hit. La mia spiaggia preferita é senz´altro Copacabana! é considerata da molti la spiaggia del popolo, perché molto meno chic di Ipanema e Leblon, e frequentata dai ragazzini delle favelas circostanti che qui vengono a giocare a calcio, fare il bagno e scavallare qualche turista. Di fatti é praticamente impossibile non venire scippati almeno una volta. A me é capitato persino che mi rubassero le ciabatte nei 3 minuti di bagno che ho fatto l´altro giorno! A notte inoltrata poi, il lungomare inizia a brulicare di travestiti della peggior risma (v. sez Pulp) e, ahimé, di 45enni Italiani che vanno in cerca di avventura. In realtá questi aspetti danno a Copacabana un aura di fascino e pericolo unica al mondo.
A Rio c´é poi il meglio degli altri classici Brasiliani. Tra i quali i miei preferiti sono le feste ed il calcio. Il quartiere dei locali si chiama Lapa (v. sez. Kerouac). Qui si affollanno giovani di tutti i tipi, riflettendo la tipica mixtura raziale brasileira – Mulatti scuri, Mulatti chiari, bianchi, neri, indigeni mulatti, etc. etc. – e la variegata situazione socioeconomica di Rio (v. sez. Kerouac) – poveri (quelli senza maglietta), ricchi, classe media molto poveri (quelli senza maglietta, scarpe e a volte pantaloni)-. Tutti celebrano insieme la musica che si versa nelle strade dai locali dove quartetti afrobrasileri improvvisano Samba e Choro. Le sale da ballo in sé sono geniali. Con il tipico stile da balera romagnola si compongono di un palco, dove suona l´orchestra, e pista da ballo. I musicisti (prevalentemente neri) si divertono da matti, suonando i loro ottoni, e movendosi ai ritmi locali. La musica é generalmente Samba, ma si suona anche una musica che proviene dal Nord Este, cuore Africano del paese che si chiama Forró. Il Forró é una specie di samba veloce e difficilissima da ballare – ma che ottiene il meglio dai ballerini capaci (e il peggio da quelli scarsi). Le origini del Forró sono di una musica introdotta dagli Inglesi per far intrattenere gli schiavi delle piantagioni, e si chiamava in origine `For All` che é stato poi tradotto in Forró. Lo spettacolo dei ballerini é inebriante. Coppie di ragazzi in camicia e ragazze in gonna corta si lanciano in duetti passionali e sinuosi. Muovoni i piedi con rapiditá impressionante (ma armoniosa) continuando a ridere alla tipica maniera brasiliana. Molti giovani si conoscono cosí, una sera sambando, si baciano e vanno via insieme.
Kerouac
Dato che un tempo lavoravo ancora in banca d´investimento, avevo soldi da spendere, e poche remore a farlo. Adesso che sono disoccupato da quasi quattro mesi le cose stanno cambiando. E come un ex calciatore, guardo quello che rimane del mio conto in banca e vedo con rammarico che se devo viaggiare per altri due mesi in Brasile, devo iniziare a risparmiare. Adesso.
Siccome tra una settima é carnevale i prezzi degli ostelli stanno iniziando a esplodere. Tra poco una notte in un letto sgangherato, in una stanza divisa con altre 8 persone verrá a costare cento Euro a notte!!!! Pazzesco. Quindi mi attivo a cercare un letto attraverso Couchsurfing . Ovviamente non sono il solo ad avere questa idea quindi tutta la gente che contatto online ha giá dato via il proprio letto / divano allo sconosciuto di preferenza. Peró vedo che la sera stessa il gruppo Couchsurfing di Rio ha indetto un incontro settimanale, e decido che vale la pena farci un giro. L´incontro si svolge nello scenico Mercadinho São José. Li conosco una comunitá molto attiva diCouchsurfers composta principalmente da Brasiliani. Voglio conoscere un pó di gente, anche per chiedere se é disposta ad ospitarmi, quando rimango intrappolato in una conversazione sgangherata con un ingegnere di São Paolo che ubriaco fradicio mi racconta dei suoi viaggi in Europa. Maledico la mia sfiga e mi sforzo di trovare una via d´uscita quando mi rendo conto che tutto quello che cercavo potrebbe essere proprio lí, davanti a me. Allora lo interrompo con fare indifferente: ´tu sai mica dove posso stare a dormire, per tre settimane, carnevale incluso nel centro di Rio? `. Gli si accendono gli occhi e capisco che Track, é fatta! letto in camera singola a casa dell´ingegnere a 200 metri dalla spiaggia, nel quartiere Botafogo, Rio d. J. – interamente gratis!!!!
Quella sera stipuliamo i dettagli della nostra futura convivenza, ammazzandoci di Caipirinhas in Lapa. Passeggiamo tra i mendicanti e i venditori di birra e cachorros e mi godo lo scenario. Gente Sambando per strada, giovani che si baciano passionalmente, vecchi saggi un pó alticci che si godono la scena. C´é di tutto. C´é persino una famiglia (di neri ovviamente*) che vive per strada. Hanno con se tutti i loro averi; materassi vestiti, giocattoli dei bambini. Giocano e sono felici. Il mio futuro coinquilino, che é nato e cresciuto Paulista, mi spiega la differenza fondamentale tra Rio e São Paulo: a rio la gente ricca si mescola con la gente povera, a São Paulo no.
Ormai vivo da qualche giorno a Botafogo, e devo dire che la casa non é niente male! Peculiaritá? la casa é collocata esattamente a metá tra un morro (collina) che ospita una favela gigantesca, e un cimitero, in stile gotico… Come a dire che la cosa che separa gli abitanti della Favela dalla morte é la posizione della classe media.
Pulp
C´é chi dice che Rio sia la cittá piú calda del Brasile. Dopo essere stato una settimana a Manaus, nella giungla amazzonica, devo dargli torto. Ma non troppo… Fa un caldo pazzesco. Questo minaccia di compromettere i miei allenmenti per la maratona. Non ci si puó allenare con 35/40 gradi, quindi decido che l´unico modo di uscirne é di uscire per correre alle 5 di mattina per approfittare delle ore piú fresche della giornata.
Quando mi alzo quella mattina, ho in mente i 27 KM da percorrere tra Botafogo e la spiaggia di Copacabana . E ho in mente quanto siano duri. Carambolo fuori dal letto e vado al frigo a bere, per idratarmi per la lunga corsa. Bevo sorsi generosi da una bottiglia che sa di acqua del rubinetto, e ricordo qualcosa che ho letto su una guida ´non bevete mai acqua del rubinetto´ma non ci faccio troppo caso. Dopotutto ho un sonno pazzesco e stó male al pensiero dell´allenamento incipiente.
Cosí parto di corsa da casa, al polso il mio orologio satellitare GPS, che misura la distanza che percorro e la velocitá a cui vado. Insomma un gioiello. Unica pecca, non é impermeabile. La corsa parte bene, vado sciolto e inizio a sentirmi un Kenyano – sono ispirato! Mi faccio strada tra gli insonni che portano a spasso il cane e formazioni di barboni che dormono sui marciapiedi e penso a quanto é bella Rio. Arrivo a Copacabana, con la sua sfilata di travestiti che animano la scena notturna. Mentre schivo i loro sguardi allupati ed incuriositi vedo due di loro che stanno litigando, e che iniziano a pestarsi selvaggiamente. Hanno il modo di fare delle donne incazzate, ma le mani pesanti e le braccia muscolose di due ragazzi, quindi iniziano a farsi piuttosto male.
Vado avanti, e inizio a sentire un leggero mal di stomaco. Ovviamente stringo i denti e mi convinco a non fare la fighetta. C´é una fantastica aurora che tinge di rosso l´orizzonte del mare. Lontana, qualche nave da crocera spezza l´orizzonte col fragore dei Neon… e Copacabana é idilliaca. Ma il mal di pancia diventa forte e non posso piú ignorarlo… Devo cagare. Dannata acqua del rubinetto. Cerco qualche bar aperto, ma ovviamente alle 6 15 di Domenica mattina trovo solo chioschi e birrai che quindi non rispondono alle mie esigenze. Intanto il mal di pancia sta diventando intrattenibile. Sto´ malissimo. Penso di andare a farla in mare ma l´orologio impermeabile al mio polso me lo impedisce. Non lo posso neanche appoggiare in spiaggia, me lo ruberebbero subito. E mentre faccio tutte queste considerazioni… Mi cago addosso. Ed é una cosa liquida, non di quelle che si ferma nelle mutande, ma di quelle che poi scendono lungo le gambe, fino a farti sembrare un marmocchio che ha corso nel fango…
Fortunatamente vedo, vicino a me, un signore dall´aria onesta (probabilmente é l´unico da queste parti a quest´ora) e, provando a non spaventarlo troppo gli chiedo se `mi puó tenere l´orologio, perché mi sono appena cagato addosso e vorrei lavarmi in mare, per favore`. Con mia somma sorpresa il buonuomo (che si rivela poi un Milanese – W i Milanesi!) accetta la mia peculiare richiesta, e prende cura del mio oroligo mentre mi detergo tra le onde…
February 1st, 2010 at 9:21 pm
inutile nascondere che sono andato direttamente a leggere “Pulp”. e’ stato cosi avvincente da farmi passare poi al Kerouac che a sua volta ha fatto da trampolino di lancio per Turisti. Spero di poter presto leggere il prossimo racconto..
PS Curioso come il piccolo Garmin(giusto?) possa valere una cagata simile
February 2nd, 2010 at 12:43 am
l’immagine di te che ti caghi addosso mentre corri è impagabile!
Hai avuto un ottima idea ad iniziare questa rubrica; aspetto impaziente la prossima cagata, ops puntata (scherzo, scherzo…)
February 2nd, 2010 at 3:47 am
Bravo il ferrarinho nostro. Il notevole grado di interesse e che ha accompagnato la lettura di queste tue storiacce ti costringe ad una prova impegnativa. I prossimi resoconti dovranno essere al livello – o migliori – di questo.
Come? Credo di interpretare l’opinione di tutti quando mi esprimo in codesta guisa: Meno osservazioni sociologiche, più merda.
February 2nd, 2010 at 3:57 pm
Si, lo so che il pulp vende
February 2nd, 2010 at 4:47 pm
Questa scatola dei sorci e’ diventata na scatola de merda!
February 3rd, 2010 at 2:54 pm
l´episodio della corsa – e delle sue conseguenze – é una parte, secondo me abbastanza secondaria, di tutto il racconto. É un semplice aneddoto, una situazione spiacevole che é capitata, ma per me le altre cose che ho scritto sono ben piú importanti.
Se tutti i commenti vanno a finire su quello poi il blog prende una piega viscida, e ne soffre anche il contenuto…
February 3rd, 2010 at 4:28 pm
Hai ragione Pauilnho, però la tentazione di fare una bella battutaccia prevedibile, come piace a noi, era troppo forte per resistere. Certo che anche te: se si parla di merda non puoi dire che il blog potrebbe prendere una piega “viscida” e poi pretendere che nessuno faccia una battuta!
Ok, basta, la smetto.
Comunque il fatto è che è più facile commentare quello che il resto, per il semplice fatto che sul resto non si sa cosa dire; non perchè non sia interessante. Nonostante i commenti non pensare che ci abbia interessato solo la merda (per quanto sia spassoso l’aneddoto).
Detto questo aspettiamo qualcosa di interessante sul carnevale! (dajelo!)
February 3rd, 2010 at 8:38 pm
Ma soprattutto manca la sezione “Tutte le donne di Paolo”!
February 4th, 2010 at 12:14 am
Perfettamente d’accordo con l’autore dl post. Basta con la demenza sempre e comunque, basta volgarità gratuite, basta trivialità insulsa. Non se ne può più, e che diamine!! NON SE NE PUO’ PIU’!!!
Permettetemi di aggiungere un’ultima cosa… paolino… ma vai a cagare!!!
affettuosissimi saluti da londra
February 5th, 2010 at 9:19 pm
Grazie Elmo, per me é sempre piacevole stimolare una fantasia tanto fervida quanto la tua. E mi sento fiero di aver provocato tutte le belle battute originali che ne sono risultate.
La prossima volta invece che parlare delle mie esperienze di viaggio posteró lo sceneggiato di un film di Alvaro Vitali cosí ti puoi scatenare…
February 5th, 2010 at 10:03 pm
speriamo che ogni blog non venga scritto in corrispondenza di ogni volta che ti caghi addosso!
February 6th, 2010 at 2:07 pm
haha – divertente anche questo!!
E tu quando lo scrivi il tuo prossimo blog di viaggio?
February 6th, 2010 at 2:46 pm
la prossima volta fai il giro opposto_e risalendo parque do flamengo fatti rua de catete, li i trans sono simpatici e ospitali!
February 6th, 2010 at 9:53 pm
Hahaha grande Joe! Hai ragione! e proprio quello che ho fatto due giorni fa. Tutta un altra corsa man!
E a parco do Flamengo ci sono anche tante simpatiche ragazze che fanno jogging!
February 8th, 2010 at 3:42 pm
…”Ormai vivo da qualche giorno a Botafogo, e devo dire che la casa non é niente male! Peculiaritá? la casa é collocata esattamente a metá tra un morro (collina) che ospita una favela gigantesca, e un cimitero, in stile gotico… Come a dire che la cosa che separa gli abitanti della Favela dalla morte é la posizione della classe media.”
che osservatore acuto e sensibile il nostro Ferrarinho! Ottimo lavoro!
Noto inoltre con piacere che anche il Boston George nazionale (veterano di Rio esperto in trans) ha partecipato ai nostri commenti da sorci merdaioli.
Bella lì!
Alla prossima puntata.
YO!
February 8th, 2010 at 8:51 pm
Proust disse che il vero viaggio non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.
Complimenti per la tua leggerezza nello scrivere.Mi piace.
”La corsa parte bene, vado sciolto e inizio a sentirmi un Kenyano – sono ispirato! Mi faccio strada tra gli insonni che portano a spasso il cane e formazioni di barboni che dormono sui marciapiedi e penso a quanto é bella Rio”.
February 11th, 2010 at 5:55 pm
Grazie Ros, mi fa molto piacere avere anche il tuo punto di vista.
Sopratutto perché non ci conosciamo, e sopratutto perché ho letto un pó del tuo blog e mi sembra molto interessante.
Sono d´accordo anche io con Proust – la cosa importante é avere occhi nuovi. Ed é altrettanto vero quello che lui non dice: che viaggiare in posti nuovi (e sopratutto avere esperienze nuove) porta ad avere occhi nuovi.
Un circolo virtuoso insomma
February 14th, 2010 at 8:41 pm
Si stava parlando di trans, non facciamo scadere la conversazione parlando di Proust!